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Le Grotte del Salento: Grotta della Poesia
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Grotta della Poesia

Grotta della Poesia
Fig.1 - Ingresso della Grotta

"Si narra che una bellissima principessa amasse fare il bagno nelle acque salutifere della grotta; la sua bellezza era così folgorante che ben presto la notizia si diffuse in tutta la Puglia. Fu così che schiere di poeti provenienti da tutto il Sud dell'Italia si riunivano in quel luogo per comporre versi ispirati alla sua bellezza: chi scrisse delle ninfe, chi delle principesse orientali, chi delle regine del nord, e la fama durò tanto a lungo che ancora oggi questo luogo è conosciuto come la Grotta della Poesia."

Nell'area archeologica di Roca, comune di Melendugno (Lecce), si trova un importante monumento, scoperto nel 1983 e da allora oggetto di studio: la Grotta della Poesia (fig.1).
Si tratta di una grande cavità di origine carsica, oggi invasa alla base dal mare, che si apre nella bancata di calcareniti che costruiscono la falesia costiera di Roca.
Grotta della Poesia
Fig.2 - Incisioni nella grotta della Poesia
Si deve al professor Cosimo Pagliara, docente di Antichità Greche presso l'Università di Lecce, il ritrovamento della grotta "della Poesia" che si sviluppa circolarmente su una superficie di 600 mq. e reca numerosissime iscrizioni votive, talvolta sovrapposte, di epoche e civiltà differenti, che risalgono all'VIII-II secolo a.C. e forniscono testimonianze sulla protostoria, l'epoca messapica, greca e romana. La grotta, raggiungibile più agevolmente dal mare, si snoda nel sottosuolo in corrispondenza di una fonte sorgiva di acqua dolce. Era infatti denominata anche "Grotta della Fonte". Anticamente era adibita a luogo di culto (collegato a due grotte contigue), dedicato a una divinità maschile, Thaotor Audirahas, successivamente latinizzato in Tutor Adraius, connessa a pratiche di guarigione.

Una parte del rituale prevedeva l'incisione di figure e testi sulle pareti della grotta (fig.2) che, nel tempo, si trasformò in un immenso archivio di testimonianze epigrafiche.
L'abitudine a incidere testi continuò in età repubblicana e sulle pareti vennero incisi testi in lingua greca e latina.

 
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